Oltre dieci minuti di applausi salutano la prima assoluta dell’opera Marina di Umberto Giordano per la 81a stagione dei Pomeriggi Musicali al Teatro Dal Verme di Milano
Entusiasmo per i due protagonisti, il soprano Eleonora Buratto e il tenore Freddie De Tommaso che hanno dato vita al lavoro sconosciuto del compositore pugliese diretto dal conterraneo Vincenzo Milletarì
La partitura autografa è stata individuata a Yale da Andreas Gies che ha curato l’edizione critica per l’Edizione Nazionale delle Opere di Umberto Giordano / LIM-Libreria Musicale Italiana con il libretto ricostruito da Emanuele d’Angelo
Oltre dieci minuti di applausi finali e numerosi interventi durante l’esecuzione hanno sancito il successo di uno degli appuntamenti più attesi del mondo musicale internazionale per questi primi mesi del 2026: la prima esecuzione assoluta di Marina – opera giovanile di Umberto Giordano nell’edizione critica a cura di Andreas Gies – giovedì 12 febbraio 2026 al Teatro Dal Verme di Milano per l’81ª Stagione concertistica dei Pomeriggi Musicali. Una occasione resa possibile dalla collaborazione con l’Edizione Nazionale delle Opere di Umberto Giordano / LIM-Libreria Musicale Italiana.
Domani, sabato 14 febbraio, si replica alle ore 17.
L’esecuzione, in forma di concerto, viene registrata dall’etichetta discografica Decca Classics che la pubblicherà in prima mondiale nell’estate 2026.
A portare alla luce per la prima volta Marina dopo oltre un secolo dalla sua stesura – in un luogo simbolo del Verismo come il Teatro Dal Verme, profondamente legato all’editore Sonzogno – è un cast di interpreti di livello internazionale con protagonista Eleonora Buratto, tra i soprani più richiesti della scena operistica contemporanea. Accanto a lei, il tenore Freddie De Tommaso che presta al personaggio di Giorgio Lascari il suo ormai celebre timbro luminoso e appassionato, mentre Mihai Damian e Nicolas Mogg affronteranno le due parti baritonali di Lambro e Daniele, incarnazioni di una violenza cieca e implacabile.
Sul podio Vincenzo Milletarì, direttore pugliese come il compositore, tra i più apprezzati della nuova generazione, alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che conferma così la propria vocazione storica alla riscoperta del repertorio raro e alla valorizzazione del patrimonio musicale italiano. Il Coro è quello della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, preparato da Marco Medved.
Prima delle esecuzioni – il 14 febbraio alle ore 15.45 (sempre al Teatro Dal Verme) – il musicologo Raffaele Mellace presenta l’opera al pubblico con la partecipazione del curatore Andreas Gies (ingresso libero).
Composta nel 1888, Marina è la prima opera scritta dal pugliese Giordano (Foggia 1867-Milano 1948) appena ventenne e ancora studente del Conservatorio di Napoli. L’esordiente decise di presentare questa partitura al celebre Concorso Sonzogno, destinato in realtà a cambiare il corso del melodramma italiano. Sebbene poi non sia stata tra le tre opere premiate (al primo posto arrivò Cavalleria rusticana di Mascagni), Marina attirò l’attenzione dell’editore, che riconobbe nel giovane autore rilevanti qualità, mettendolo subito sotto contratto. Presto sarebbero arrivate le sue opere più note: Andrea Chénier, Fedora e Siberia.
Mai rappresentata, Marina è restata a lungo in una sorta di limbo, anche perché parte della sua musica è confluita nella successiva Mala vita. La svolta è arrivata solo in tempi recenti, con l’individuazione della partitura autografa presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library di Yale, nella Koch Collection, da parte di Andreas Gies, che ha curato l’edizione critica oggi alla base di questa prima assoluta. Un lavoro filologico di altissima precisione, che ha permesso di restituire non solo la musica, ma anche il testo cantato di Enrico Golisciani e le indicazioni sceniche, in assenza di un libretto originale sopravvissuto, ricostruito da Emanuele d’Angelo.
Marina si colloca nell’alveo della drammaturgia verista, mettendo in scena una tranche de vie aspra e violenta, ambientata sullo sfondo delle ataviche ostilità serbo-montenegrine. I personaggi – Marina, il fratello Daniele, lo spasimante Lambro e il giovane serbo Giorgio – sono travolti da passioni assolute, in cui amore, gelosia e appartenenza ideologica precipitano verso un epilogo brutale. Al centro del dramma emerge la figura della protagonista, donna capace di sfidare la violenza patriarcale e bellica nel tentativo di salvare l’uomo amato.
Dal punto di vista musicale, Marina rivela già con sorprendente evidenza il talento di Giordano: un linguaggio moderno, armonicamente avanzato, flessibile nell’adesione alla parola, capace di dialogare con i modelli del melodramma ottocentesco – da Verdi a Ponchielli, fino a echi della Carmen di Bizet – ma anche di anticipare soluzioni che torneranno nelle opere della maturità. La struttura dell’atto unico bipartito è solida ed efficace: dalla scena iniziale della protagonista al duetto con Giorgio ferito, fino ai grandi concertati e al finale di sconvolgente rapidità, in cui la violenza irrompe senza mediazioni, secondo un’estetica ormai pienamente verista.
La prima assoluta di Marina – dopo i festeggiamenti per i 150 anni del Teatro Dal Verme e quelli per gli 80 anni dell’Orchestra – conferma il rinnovato progetto culturale dei Pomeriggi Musicali che, dalla loro fondazione nel 1945, coniugano repertorio, contemporaneità e riscoperte alla luce del legame con la storia della propria sede e della città di Milano.